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Paolo di Russia sa catturare l’anima delle persone in una frazione di secondo. Paolo di Macerata propone ai clienti del suo ristorante piatti macrobiotici apprezzatissimi.

Paolo di Russia è un fotografo sempre più richiesto, recentemente invitato a San Pietroburgo per la settima edizione del Forum internazionale della cultura, lo hanno contattato anche dal Giappone e dalla Finlandia per fare mostre.

Paolo di Macerata invece accoglie ogni giorno nel suo ristorante macrobiotico di via Cassiano da Fabriano una clientela che va dallo studente al professionista. Paolo di Russia e Paolo di Macerata sono la stessa persona: Paolo Cudini, 55 anni.

Eppure lo sanno in pochi. E in fondo negli scatti e nei piatti cerca sempre la stessa cosa: genuinità. Quella più profonda che ha a che fare con l’anima delle persone e delle cose. «Mi stanno contattando dalla Lettonia, dalla Finlandia, dalla Svizzera mi hanno chiesto di fare un’altra mostra in Russia» dice anche se non ha mai voluto pubblicizzare tutto questo. C’è voluto un amico, l’avvocato Rossano Romagnoli, per convincerlo a parlare della sua seconda anima, quella dell’artista capace di vedere cose che altri non vedono. Lo fa con le sue fotografie. La storia di Paolo Cudini “il russo” comincia da un incontro nell’aprile scorso con Natalie Chapel, responsabile della Camera dell’Artigianato di San Pietroburgo: «lei mi mostrava i quadri dei capolavori dei pittori russi e oltre alla tecnica, precisava anche il lungo e laborioso tempo per farli, io le ho mostrato le mie foto cercando di farle capire che in una frazione di secondo riesco ad immortalare attimi che gli altri non vedono». Così è nata l’idea di fare una mostra «non mi sembrava vero, da Macerata a San Pietroburgo. Ricevo l’invito e un visto per un anno, con l’idea di fare più passaggi nella loro splendida città, permesso che mi permetterà di immortalare le loro “bellezze”, attimi di strada e splendidi monumenti.

Cudini con il maestro Danilo Dondè e Natalie Chapel

Contemporaneamente arriva anche l’invito da parte del Comitato della moda del ministero dello Sviluppo economico di San Pietroburgo per un masterclass ed altri eventi, il tutto nella settimana della settima edizione del Forum Internazionale della Cultura». Un sogno «forse anche un po’ più grande di ogni aspettativa, da perfetto sconosciuto a relatore nella capitale della moda russa» dice Cudini. Che a San Pietroburgo ha esposto alla mostra della Camera dell’artigianato di San Pietroburgo 44 dei suoi scatti «che raccontano la strada – spiega –, la mia strada, la strada che tutti percorrono ma che in pochi riescono a raccontare, immagini forti, immagini di movimento, attimi fuggenti, monumenti e loro visitatori».

La mostra ha avuto una forte risonanza e questo ha portato gli organizzatori a dover fare una cernita e una selezione per gli invitati, mi è dispiaciuto molto ma sarà l’occasione per ripetere il prossimo anno questo evento che mi ha portato alla corte degli Zar. Al masterclass la sua lezione è stata seguita da «giovani stilisti a cui ho mostrato loro gli scatti che avevo fatto senza che se ne accorgessero – racconta Cudini –. Esterrefatti per le foto che mostravo, ho iniziato a suscitare il loro interesse.

Una ragazza con scarpe rosse, tacco altissimo, collant nero, minigonna… suscita scalpore, poi mostro i dettagli di una mano ben curata, una acconciatura di capelli, un vestito preso di lato eccetera.

Rotto il ghiaccio mostro loro alcune foto fatte a ragazzi Down che indossano cappelli molto eccentrici, gli mostro i loro affettuosi sorrisi consapevoli di essere fotomodelli per un giorno, riesco a fargli capire che ero tutto il contrario di quello che loro si aspettavano». Così Cudini li ha conquistati: «sono riuscito a far passare il messaggio che esiste una moda di tutti i giorni, la moda per il quale tutte le mattine in fretta e furia creiamo per sentirci diversi dagli altri». In Russia ha vissuto una settimana intensa, ricca di appuntamenti come ospite del settimo forum che quest’anno ospitava l’Italia.

Tra gli appuntamenti l’invito alla finale di Miss Asia 2018 «ospiti un migliaio di persone provenienti da tutta la Russia. Tiro fuori le mie macchine fotografiche ed inizio a scattare, alle finaliste, alle modelle, al pubblico fino a che inizia la sfilata degli abiti dello stilista Zhamco. Come si accorge che sono in sala mi saluta pubblicamente, simpatico gesto che ripete ben tre volte» racconta Cudini. Zhamco lo aveva conosciuto nel 2016 «e lo scorso aprile gli ho fatto un catalogo moda di una sua collezione all’Author boutique hotel, erano abiti cerimoniali dell’estremo oriente». Il giorno dopo «mi trovo all’Hermitage Hotel alla prima di San Pietroburgo Moda Lusso ed altri eventi. All’interno del Forum vengo invitato ad esporre una mia foto su “i mestieri che stanno scomparendo” all’interno della mostra alla Fortezza di Pietro e Paolo, scelgo di portare uno scatto fatto da Pigini Fisarmoniche, altro piccolo mattoncino lasciato in questa splendida città». Dalla Russia agli Stati Uniti: ieri a New York nel quartiere di Soho è stata esposta una fotografia dello Sferisterio scattata da Cudini. La foto è arrivata tra i primi venti al concorso Marchigiani in America e ora Cuduni dopo la Russia potrebbe partire alla conquista degli Usa.

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